Troppo vento



Domenica scorsa al mio risveglio erano là, vicini vicini, che guardavano in giù, verso la finestra della cucina. Un risveglio davvero entusiasmante, preparare colazione, decidere nonostante l'aria fresca, di consumarla fuori sotto al gazebo, ed accorgersi di non essere soli, ma in compagnia dei ciuffettini e poco più in là, nel ramo maestro la loro mamma. Vigile ed attenta a quello che i suoi due cuccioli fanno. Li controlla da lontano, semi nascosta tra le fronde, ma li osserva, li segue nei loro giochi, battibecchi. Uno sembra essere più invadente dell'altro e lo spinge a musate. L'altro dopo un po', scocciato si allontana, zampettanto verso la fine del ramo. E' instabile il suo equilibrio, e si muove ancora goffamente. 
Ma è una gioia perdersi a guardarli, con il naso all'insù, e scrutare nella fitta vegetazione del pino dove quei due mattacchioni sono andati a nascondersi.
Una compagnia discreta, ma per me importante. Oramai fanno parte della ciurma e mi metto in allarme se non odo il loro verso la sera o la mattina presto.
Ma lunedì, già alle sei mi accorgo subito che c'è qualcosa che non va. Esco fuori, l'aria è davvero fredda e tira un vento terso ma gelido. Guardo verso l'alto e non li vedo. Controllo meglio, osservo se nel ramo maestro c'è la mamma. Eccola li.
Maestosa regale come sempre. Nemmeno il vento la scompone, resta impassibile, immobile a guardare verso me.
Le parlo, le chiedo dei suoi piccoli. Muove la testa, l'inclina d'un lato, come per dire, scusa non ti sento, sai da quassù......
Ma sento dentro qualcosa, una sensazione che mi dice che non li rivedrò.
La mamma resta ancora tutto il giorno, sempre al suo solito posto, ben nascosta tra i rami, e riparata dal vento e dal sole. Poi all'imbrunire spicca il volo verso il buio dell'orizzonte.
Poi più nulla.
Una settimana mesta, accompagnata da un malessere persistente, giornate di sole sferzate da un forte e fastidioso vento da nord. Un vento anomalo per queste parti. E poi il silenzio.
Un assordante silenzio che intristisce il mio cuore.
L'assenza del loro verso " iiiihhhhh iiiihhhhhhhh" mi manca.
C'è chi dice che torneranno, che la mamma ha portato i suoi piccoli altrove in un luogo più riparato. 
Non so se credere, se sperare.
Adesso ogni mattina, esco in giardino, mi metto sotto al pino, alzo lo sguardo verso il cielo e li cerco.
Chissà se li riconoscerò?





Comments

  1. Speriamo, speriamo davvero che sia andato tutto bene!
    Prego per i "tuoi" ciuffettini...
    Facci sapere appena hai novità.
    Un abbraccio
    Francesca

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  2. Spero anche io che tutto sia andato per il meglio, ma sono fiduciosa... In natura i cambiamenti sono all'ordine del giorno, gli animali con prole cambiano molto spesso rifugio proprio per adattarsi alle difficoltà esterne, che siano predatori oppure una stagione particolarmente brutta. Capisco la sensazione di malessere, so quanto conti avere un animale accanto (pure se selvatico!)... ma pensa una cosa bella: quando saranno adulti e voleranno liberi nel cielo notturno, un pizzico di merito sarà stato anche tuo che li hai "ospitati" per un pochino nel tuo giardino.

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