Ricchezza

Non è stata una settimana facile quest'ultima, non mi sono fatta mancare nulla. Ma quando tutto sembra non avere fine, ecco le maglie degli eventi negativi, un poco si allentano, ed allora si riesce a tirare il fiato. Il respiro si fa più lieve e meno affannoso ed a poco a poco si ritorna ai propri ritmi, ci si rilassa, si riprendono le attività quotidiane.
Una di queste è quella di aggiornarmi attraverso i post dei blog amici, luoghi di lettura dove mi ritrovo a casa, a leggere sorseggiando in compagnia di amici invisibili ( ma reali) una tazza di the. 
E finchè il tempo ce lo permette........allora concediamocelo.
Due mie amiche di blog, hanno affrontato influenzandosi a vicenda (Giorgia ha dato il là, e Francesca ne ha ripercorso il pensiero) un annoso argomento, di profonda attualità.

L'input è stato offerto dalla signora Heidemarie Schwermer e dal suo libro.
Premetto che non ho ne letto il manoscritto, ne visto il film che illustra la sua esperienza.
Voglio partire da una mia personale considerazione, affermando che a priori non ho mai amato gli estremismi, di qualsiasi genere essi siano.
Ritengo che siano pericolosi, e dannosi per l'umanità, e che non portino certo a cose buone, e penso che la storia ce lo abbia più volte dimostrato.
Analizzando lo stile di vita di questa donna, si evidenzia come la signora Heidemarie viva alle spalle degli altri. Non sarà forse molto gentile affermarlo ma ritengo che il bambino che nella sua infinita saggezza affermava : " Secondo me questa signora crede di non usare i soldi, ma di fatto usa quegli degli altri" non abbia poi tanto fatto una considerazione errata.
Lo stile di vita da lei descritto va oltre il consumismo, oltre un anticonformismo sfrenato, è nella sua essenza una forma di ipocrita vita da asceta. Se avesse realmente voluto abbandonare tutto, avrebbe dovuto isolarsi dal mondo, magari prendendo ad esempio la civiltà indiana hinduista o buddhista  che insegna molto a riguardo.

Mi chiedo se non sarebbe molto meglio, liberarci noi stessi dalle catene di questa economia assurda, incominciando dalle piccole cose. 
A piccoli passi, giorno dopo giorno, sentendoci liberi di andare contro corrente, fregandocene del giudizio degli altri. 
Ritornando indietro nel tempo, e copiando le abitudini che avevano i nostri avi, coltivando il nostro orticello, cibandoci di alimenti semplici ma non per questo meno appetitosi. E non parlo di rinunce, parlo di scelte consapevoli, senza per questo privarci di nulla.
In fondo basta davvero così poco............
Magari attraverso un banale esempio riesco a farmi capire meglio:
una settimana fa, leggendo un post di una bucolica donna inglese, la quale ci offriva non solo le immagini della meravigliosa natura nella quale vive, ma anche il suo stile di vita improntato alla semplicità del saper vivere senza farsi mancare nulla. E dalle fotografie emergevano scorci di dolci invitanti prodotti con le sole materie prime della sua terra, tavole riccamente imbandite con tovaglie da lei cucite e ricavate da tessuti rigorosamente riciclati, e dulcis in fundo sfoggiava un meraviglioso tea-dress da lei creato con scampoli di stoffa, utilizzando un cartamodello per principianti del cucito.
Quell'abito nulla aveva da invidiare agli abiti sofisticati ( ma forse privi di personalità) che fanno mostra nelle vetrine del quadrilatero della moda milanese.
Questo solo per dirvi, quanto basti davvero poco per indirizzare la nostra intera vita verso la rotta della semplicità. 
Ognuno di noi può scegliere il percorso a lui più consono, il resto viene da sè, ed il contagio penso sia assicurato.

Ma in questo momento storico di decrescita, un periodo nel quale era inevitabile arrivare prima o poi, perchè non approfittarne per rendere la nostra vita più semplice e leggera?



La mia rotta l'ho tracciata sulle carte, da anni ormai, e a parte qualche imprevisto di percorso, burrasche e tempeste che hanno messo a dura prova la direzione, ora ho ripreso il cammino e sto navigando a vele spiegate con la consapevolezza di chi sa bene dove andare. Ho alleggerito il carico, ed ora sono più leggera.
Ma che gioia, scoprire ogni giorno di riuscire a trovare dentro sé le risorse, le più sconosciute ed impensabili per andare avanti.
Una soddisfazione che non ha eguali.
Ed ora vi lascio, vado a riciclare e ad inventarmi un vaso per contenere la pianta di orchidee che mi è stata regalata per la festa della mamma, a breve il risultato sarà visibile. 
Smiles to you





Comments

  1. Ciao carissima,
    vedo che la discussione continua su altri blog e non mi sorprende perchè l'argomento è davvero interessante.
    Anche io non amo gli estremisti ma amo chi ci toglie qualche maschera, anche in modo un po' brusco. Heidemarie ha il grande merito di averci messo davanti ad uno specchio e averci fatto riflettere. Quanto siamo dipendenti dal denaro? Ma è una dipendenza davvero inevitabile? Quanto posso vivere senza dover sempre ricorrere al portafoglio?
    Come dici tu anche io penso che quel bambino ha colto nel segno: Heidemarie non vive senza denaro, assolutamente, usa solo quello degli altri... ma ci ha fatto aprire gli occhi su tante cose che possono e devono essere cambiate. Ci ha fatto capire che altre strade sono possibili e che ci sono tantissime alternative al "nasci, guadagna, consuma, crepa".
    Un bacione
    Francesca

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  2. Condivido tutto, cara francesca, decisamente tutto. Ed a proposito per proseguire lungo questo cammino appena iniziato.....

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