Se sono qui - If I'm here


Un giorno come altri, il risveglio alle quattro e mezza del mattino. Buoni propositi e tante incognite nella mente, e mentre mescolo lo zucchero nella mia fumante tazza di the, ecco che riassale quella viscida, subdola paura.
Quella che ti blocca il respiro, quella che ti fa chiudere gli occhi, lasciare ogni minima attività e concentrarti sul battito del tuo cuore. Cercando il ritmo che non c'è, perchè lui ha preso a correre veloce per conto suo. Ed allora cerchi con lo sguardo attorno a te un punto, e ti torna alla mente l'insegnamento di Carla, la tua maestra di danza, che per aiutarti, prima di una piroette ti diceva:
"un bel respiro e fissa un punto davanti a te, sguardo dritto.....e via....."

Fosse così facile......mi metterei a piroettare di nuovo, alla faccia degli anni che avanzano, della musica che non c'è, e della mise che non è proprio quella di una ballerina, ma richiama molto un orso in letargo, che si risveglia con la pelliccia tutta stropicciata e cerca cibo sfregandosi gli occhioni dolci e barcollando goffamente sulle zampe.


E poi da una giornata iniziata così, ecco che compaiono come dal nulla, dei piccoli segnali. Incomprensibili al momento, ma poi con il tempo assumono un significato profondo. Ed allora ecco che nonostante la pioggia incessante, quel buio che ormai ritrovi dentro e fuori di te, come per magia appare una bagliore. Una luce che ti esorta a reagire, e a poco a poco quel vuoto si riempie, si scalda, grazie ad una parola, un cenno, arrivato dal mare infinito che navighiamo ogni giorno. 

Grazie a te Stellarossa, grazie alla mia cara amica di lunga data Ely, e grazie anche a Laura, che inconsapevolmente sei stata la scintilla che ha messo in connessione delle anime. Anime plantigrade, come le ho definite, anime in cerca solo di quel faro che le indichi la rotta.
Grazie.

A day as others, the awakening at half past four in the morning. Good intentions and so many unknowns in my mind, and while I mix sugar in my hot cup of tea, here's that the simply and insidious fear assaults.
The one who stops your breath, the one that makes you close your eyes, leave each minimal activity and focus on the beat of your heart. Looking for the pace that is not here, because he has taken to run fast on his own.
And then with your gaze, you're looking for a point all around you, and you're back to mind the teaching of Carla, my teacher of classical danse, that before a pirouette to help you, she said:
"a deep breath and fixed a point in front of you, look straight ahead.... and go........"

It was so easy......I hold my breath and make pirouettes again, in spite of the years that advance, of the music that is not there, and the outfit that is not precisely the one of a dancer but lloks like a bear in hibernation, which awakes with fur all wrikled and looks for food, scrubbing his eyes and stumbling awkwardly on his legs.


And then your day started so that small signals appear from nothing. Incomprehensible at the moment, but then with time, they take a deep meaning. And despite the incessant rain, the darkness that now haunts inside and outside of you, as if by magic, a glare appears. A light that you urges to react, and little by little that void is filled, it is heated, thanks to a word, a nod, arrived from the infinite sea that we surf every day.

Thanks to you Stellarossa, thanks to my dear friend Ely, and thanks to Laura too, who unknowingly was the spark that has put in connection those souls. Plantigrade souls, as I have defined, souls searching only the lighthouse that indicates the route.
Thanks.







Comments

  1. La Laura del post sono io? Se è così ne sono davvero molto lusingata. Grazie, se non è così, pazienza ^.^

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